Nell’ambito di quello che fu il consolidamento
religioso sociale e culturale, nella metà del secondo millennio,
del vasto e rigoglioso movimento del pio associazionismo ,sorse a Roma
nell’ anno del Signore 1538 , una compagnia della Morte . Confermata
da Papa Giulio III, essa fu elevata ad Arciconfraternita nel 1560 da
Papa Pio IV.Scopo principale dei suoi confratelli era quello di dare
sepoltura alle persone trovate morte in strada e in campagna. ”Septies
in Die laudem dixi tibi Domine Deus”,
il titolo dell’ orazione, implicava una profonda
formazione spirituale dei confratelli attraverso la pratica quotidiana
delle preghiere rivolte al Signore ed alla Gloriosissima Vergine.
Rimettere le ingiurie e le offese ,carità, fuggire gli odi e
le cose scandalose,umiltà ed obbedienza, erano, infine, alcune
delle regole rigorose che doveva osservare colui che chiedeva di essere
ammesso alla Compagnia della Morte.
Sede dell'Arciconfraternita della
morte in Roma
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Ad
essa , come si evince da una bolla del cardinale Francesco Barberino,
protettore dell’Arciconfraternita romana, datata 18 aprile 1675,
fu aggregata, nell’ottobre del 1629, la Confraternita della Morte
e Orazione esistente nella Chiesa Parrocchiale di S. Michele Arcangelo,
nel Piano, circondario della città di Sorrento.
Il sodalizio pianese fu munito di Regio Assenso nel 1758 da Carlo re di
Napoli .
Il trascorrere dei secoli ha modificato notevolmente i costumi religiosi
e sociali e quindi,oggi l’Arciconfraternita della Morte ed Orazione
di Piano di Sorrento ,con lo zelante ed umile impegno dei suoi confratelli
,persegue lo scopo della collaborazione attiva con Gerarchia Ecclesiastica,
configurato dal Concilio Vaticano II attraverso l’Apostolicam Ac
tuositatem, il decreto sull’Apostolato dei Laici non tralasciando
l’opera misericordiosa di aiutare i fratelli bisognosi e la formazione
spirituale dei confratelli, che attuano un perenne rinnovamento nella
purezza delle origini.
Basilica di San Michele Arcangelo, sede dell'arciconfraternita |
Perchè
nascono le Confraternite?
Le Confraternite sono associazioni antichissime.
Sorgono nell’alto medioevo e nascono all’interno delle Chiese
con lo scopo di incrementare il culto, le pratiche di pietà e le
opere di misericordia. Con il tempo si trasformano in vere istituzioni
laico-religiose per l’assistenza ai malati, ai pellegrini, ai carcerati,
ai bambini abbandonati, ai moribondi, alle malmaritate e ai bisognosi
in genere.
Ogni confraternita aveva un proprio Statuto, un codice di comportamento
e una struttura e una propria identità. I diversi sodalizi si riconoscevano
(ma si riconoscono ancora oggi) dal tipo di abiti che indossavano, dai
contrassegni che avevano e dai gonfaloni che sfilavano nelle processioni
secondo un ordine stabilito dalla prassi e dall’antichità.
Si differenziano dalle Congregazioni religiose e dagli ordini monastici
in quanto i componenti non emettono i voti solenni, non vivono in comunità
e non sono tenuti a un’adesione perpetua. Sono quindi associazioni
laiche, che si richiamano al sentimento di fratellanza, da qui il titolo,
e sono fondate sul volontariato.
Per il raggiungimento dei fini statuari, i consoci non sono tenuti a impegnare
il loro patrimonio né tutto il loro tempo, ma solo quanto viene
loro richiesto.
La mancanza del fine di lucro le differenzia inoltre dalle Corporazioni
di Arti e Mestieri che pure nascono più o meno nello stesso periodo
e talvolta su suggerimento delle chiese locali.
Tra le Corporazioni e le Confraternite ci sono comunque diversi punti
di contatto in quanto tutte e due sono associazioni volontarie, obbediscono
a degli Statuti, spesso si riuniscono all’interno delle chiese,
per lo più dedicate ai santi protettori dell’arte, e hanno
dei gonfaloni e dei gagliardetti di riferimento. Le corporazioni si differenziano
però dalle seconde perchè sono associazioni professionali,
si pongono come interlocutori nel mondo del lavoro e nei rapporti con
la Chiesa e con le amministrazioni locali e non accettano altri soggetti
rappresentativi nei conflitti di natura salariale. Gli obiettivi principali
erano due: mantenimento dell’uguaglianza economica tra i membri
e monopolio dei segreti dell’arte.
Mentre le Corporazioni di arte e mestieri si svilupparono nelle grandi
città, provocando talora momenti di contrasto e di lotta con le
varie istituzioni, le Confraternite si diffusero in modo particolare nelle
campagne per quel forte richiamo alla solidarietà sociale. Non
proponevano alcun tipo di vita religiosa e non si escludevano fra di loro.
Per la loro erezione era sufficiente avere un titolo, per lo più
desunto dagli attributi di Dio o dai misteri della fede o dalle feste
del Signore e della Madonna o dei Santi o dallo scopo stesso dell’associazione.
Gli obblighi che i soci erano tenuti a rispettare consistevano soprattutto
nel partecipare alle sacre funzioni, indossando l’abito e portando
le insegne previste.
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